


In occasione dell'apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha attivato dal 4 febbraio 2026 un sistema di sorveglianza rafforzata per monitorare e prevenire i rischi infettivi associati al massiccio afflusso di pubblico e atleti.
Le autorità sanitarie italiane, in collaborazione con i centri regionali di Lombardia e Veneto e le Province Autonome di Trento e Bolzano, hanno implementato protocolli di "epidemic intelligence" per rilevare tempestivamente segnali di malattie infettive. I principali ambiti di intervento includono:
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Malattie respiratorie e virali: Sorveglianza mirata su virus influenzali e gastrointestinali (come il norovirus), con scorte di DPI garantite per almeno un mese di utilizzo ordinario nei poliambulatori olimpici.
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Sicurezza idrica (Legionella): ATS Milano e ATS Montagna hanno imposto controlli rigorosi alle strutture ricettive. I gestori devono compilare piani di autocontrollo che prevedono il flussaggio periodico di rubinetti e docce e la manutenzione degli impianti di climatizzazione (HVAC) per
prevenire la proliferazione del batterio. -
Sicurezza alimentare: Intensificazione dei controlli microbiologici sulle acque destinate al consumo umano e monitoraggio delle filiere alimentari nei siti olimpici per prevenire intossicazioni.
Misure per visitatori e operatori
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Per minimizzare i rischi durante l'evento, sono state diffuse linee guida comportamentali:
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Igiene delle mani: Lavaggi frequenti con sapone o gel disinfettante, specialmente prima dei pasti.
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Protezione individuale: Uso della mascherina raccomandato nei luoghi chiusi o molto affollati in presenza di sintomi respiratori.
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Segnalazione tempestiva: In caso di malessere, rivolgersi al personale sanitario o chiamare il numero unico di emergenza 112.
Casi di Dengue nel 2025:
Ecuador: 34755
Brasile: 3468229
Messico: 99508
Puerto Rico: 2690
Argentina: 17689
Bangladesh: 71675
Mali: circa 3000
Mauritania: 1604
Guatemala: 44654
Messico: 141421
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Virus Nipah in India
Il 13 gennaio 2026 sono stati confermati due casi di virus Nipah. Entrambi i casi stanno ricevendo cure ospedaliere. Questi casi sono i primi nel Bengala occidentale in 19 anni. Questa è la nona epidemia di virus Nipah in India dal primo focolaio nel 2001. Tra il 2018 e il 2025 sono stati segnalati focolai quasi ogni anno in Kerala. Si prega di consultare il nostro articolo Topics in Brief per ulteriori dettagli sul virus Nipah.
Chikungunya in Brasile
A partire dal 20 dicembre 2025, un totale di 247.268 casi di chikungunya e 120 decessi sono stati segnalati per il 2025 in Brasile. Si prega di consultare il nostro articolo Topics in Brief per ulteriori dettagli sulla chikungunya.
Chikungunya in Thailandia
Al 29 dicembre 2025, in Thailandia sono stati segnalati un totale di 1.379 casi di chikungunya per il 2025. Rispetto allo stesso periodo del 2024, il numero di casi segnalati nel 2025 è circa il doppio. La regione settentrionale, in particolare Chiang Mai, sta segnalando il maggior numero di casi.
Chikungunya in India
Al 29 dicembre 2025, un totale di 108.379 casi sospetti e 4.995 casi confermati di chikungunya sono stati segnalati in India per il 2025. Gli stati del Gujarat, del Karnataka e del Maharashtra hanno riportato il maggior numero di casi confermati. Si prega di consultare il nostro articolo Topics in Brief per ulteriori dettagli sulla chikungunya.
Chikungunya a Cuba
A partire dal 1° novembre 2025, un totale di 20.062 (con 622 confermati) casi di chikungunya sono stati segnalati nel corso del 2025.
Chikungunya in Cina
Al 29 dicembre 2025, un totale di 29.497 casi di chikungunya confermati localmente sono stati segnalati in Cina per il 2025. Si prega di consultare il nostro articolo Topics in Brief per ulteriori dettagli sulla chikungunya.
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